giovedì 2 febbraio 2017

CROCE A VEGLIA, LUCCHIO E LA SUA PENNA

Il massiccio delle Pizzorne è una diramazione secondaria della dorsale principale dell’Appennino che, staccandosi dalla Penna di Lucchio, si protende nella piana lucchese sino a pochi chilometri dalla città capoluogo, con un’altitudine media che si aggira sui 900 metri, mentre le elevazioni maggiori superano, seppur di poco, i 1100 metri sul livello medio del mare. L’altopiano delle Pizzorne, quindi, è collegato con quello del Tubbiano ad ovest e col massiccio del Battifolle ad est, formando un unico sistema montuoso. È delimitato a nord dal tratto della Lima che scorre fra Tana a Termini (della quale è presente un interessante articolo sul numero di aprile 2016 di Montagne360) e Chifenti, alla confluenza col Serchio; ad ovest dal Serchio fra Chifenti e Saltocchio; a sud dalle pianure lucchese e pesciatina e ad est dal corso della Pescia Maggiore.

Nell’ultimo periodo abbiamo avuto modo di esplorare il versante orientale di questo vasto e variegato sistema montuoso, concentrandoci maggiormente nel territorio compreso tra Collodi, la Valleriana, l’altipiano carsico di Croce a Veglia e Lucchio con la sua sovrastante Penna. Dal punto di vista geologico, questa zona, è considerata come la più antica di tutto il massiccio delle Pizzorne ed è caratterizzata dalla presenza di numerose grotte che si aprono nelle rocce carbonatiche di cui è costituita. Risulta molto interessante, quindi, per gli speleologi, i quali possono esplorare le cavità disseminate in tutta la Val di Lima. Ai nostri occhi, però, è apparsa molto interessante anche dal punto di vista escursionistico, e quindi cicloescursionistico. Ed è proprio in MTB, a onor del vero, che si percorrono nel migliore dei modi i molti chilometri di piste forestali, mulattiere e sentieri (curati dalla ASD "I Nani Svizzeri Valleriana MTB") che formano un intricato dedalo in questo angolo di Pizzorne. Un angolo sconosciuto ai più, ma veramente ricco di natura, cultura, storia e tradizioni che merita di esser riscoperto e valorizzato.

Il nostro tour, a cavallo tra la Repubblica di Lucca e lo Stato Fiorentino, inizia da Collodi (Colle di Odo), alle estreme propaggini del Monte Battifolle, nel fondovalle della Pescia Minore. È uno degli antichi castelli che facevano parte della Vicaria della Valleriana, soggetto a molti assedi da parte dei fiorentini per strapparlo a Lucca. Costruito lungo il pendio scosceso del monte, il paese vecchio sembra quasi sostenuto dal Palazzo dei Garzoni; fino a pochi anni fa, l’accesso al paese era possibile soltanto attraverso il portone centrale ancora oggi fiancheggiato dagli edifici dei corpi di guardia. È possibile raggiungere la sommità del paese/castello, pedalando su un tratto della “Via della Fiaba” e, da qui, ha inizio una lunga sterrata (indicata dalla ormai vecchia segnaletica “Valleriana Trekking”), la quale percorre il crinale che separa la valle della Pescia Minore (o Pescia di Collodi) dalla valle della Pescia Maggiore. Quest’ultima valle, denominata appunto Valleriana (o Svizzera Pesciatina - questo nome venne attribuito dal ginevrino Jean Charles Leonard Simonde de Sismondi, che avrebbe riconosciuto nella zona una somiglianza con i monti della sua terra natale, la Svizzera) è costituita dal bacino della Pescia di Pontito fino alla confluenza con la Pescia di Vellano e dalla valle del Rio Torbola. Caratteristica principale della Valleriana è la presenza delle sue “castella”, ovvero dieci paesi arroccati in posizione strategica sui colli di questa valle; sono tutti accomunati da alcune caratteristiche, quali l’essere esposti a sud, protetti da mura (talvolta andate distrutte) e dotati di torre da avvistamento. Alcuni di questi paesi, come ad esempio Medicina e San Quirico, sono facilmente raggiungibili dalla suddetta sterrata, la quale nella prima parte risulta, tra l’altro, molto ben tenuta, con un fondo compatto e scorrevole. Continuando a percorrerla, immersi in ombrosi boschi di castagno, si raggiunge la località di Madonna del Tamburino con la sua chiesetta, ma della quale non conosciamo molto. Successivamente, a poca distanza, presso Uso di Sotto, incontriamo l’omonimo rifugio, recentemente ristrutturato e gestito dalla Protezione Civile di Pescia; situato a 850 metri sul livello del mare, offre circa 20 posti letto, ristorazione e possibilità di campeggio. Siamo ormai in prossimità del passo di Croce a Veglia (905 metri sul livello del mare), altipiano carsico posto sul crinale spartiacque tra le valli dei torrenti Lima e Pescia, proprio sopra la “castella” di Pontito. Croce a Veglia è una località caratterizzata da verdi prati, utilizzati ancora oggi come alpeggi per ovini e bovini. Questo luogo era famoso in antichità perché vi si trovava un ospitale che forniva ricovero ai viandanti che percorrevano l'antica strada che univa Lucchio e la Val di Lima a Pescia. Meta fondamentale di questo tour è la vetta della Penna di Lucchio, ovviamente raggiunta a piedi. Questa montagna di origine calcarea sovrasta il paese di Lucchio: è alta 1176 metri e domina le valli della Lima e della Svizzera Pesciatina; dalla sua sommità si gode di un panorama eccellente: si vedono le Alpi Apuane, tutto il crinale appenninico, il vicino Monte Memoriante o, al di là della Lima, il Monte di Limano e l'ancor più severo Balzo Nero che sovrasta Vico Pancellorum e la sua bellissima pieve.
Un'antica leggenda narra che dal Passo di Croce a Veglia nelle notti d'estate i pastori del luogo vedevano processioni di lumini che salivano lentamente i fianchi del monte e, una volta raggiunta faticosamente la vetta, vi sostavano fino alle prime luci dell'alba e sparivano nei raggi del mattino. Allora si pensava che fossero anime del purgatorio salite lassù per scontare i loro peccati e per loro venivano recitate preghiere.
Scesi dalla Penna, percorrendo un bel sentierino in un bosco di latifoglie si giunge in breve tempo a Lucchio. Questo paese è ricordato per la prima volta nel catalogo delle chiesi lucchesi del 1260, ma le strutture architettoniche della sua famosa Rocca fanno intendere che essa esisteva sicuramente già nell’anno Mille. Essendo la prima fortezza posta sui confini con lo stato fiorentino, subì diversi assedi, ma i suoi abitanti, condizionati anche da un’agricoltura poco remunerativa, godettero per qualche tempo di particolari agevolazioni tributarie perché nel 1437, in occasione di un’invasione fiorentina, Lucchio fu l’unico centro della Val di Lima che non venne espugnato. Dopo una veloce discesa, la nostra cicloescursione si conclude a Tana a Termini, ritrovandoci ancora una volta, idealmente, tra la Repubblica di Lucca e lo Stato Fiorentino.

di Elìa Serafini

Bibliografia
Le Pizzorne e i paesi che le circondano – Carlo Gabrielli Rosi (ed. La Balestra)

Webgrafia

www.agoleonetti.it



Croce a Veglia - Foto: David Maffei

Croce a Veglia - Foto: David Maffei

Ai piedi della Penna di Lucchio - Foto: David Maffei

L'ascesa in vetta alla Penna di Lucchio - Foto: David Maffei

L'ascesa in vetta alla Penna di Lucchio - Foto: Elìa Serafini

Panorama dalla cresta della Penna di Lucchio - Foto: David Maffei

In vetta alla Penna di Lucchio - Foto: David Maffei


Sentiero verso il paese di Lucchio - Foto: David Maffei

Sentiero verso il paese di Lucchio - Foto: David Maffei

Il lavatoio all'ingresso del paese di Lucchio - Foto: David Maffei

Scalinata verso la rocca di Lucchio - Foto: David Maffei

I resti della rocca di Lucchio - Foto: David Maffei

Lucchio - Foto: David Maffei