sabato 18 maggio 2019

CAMPOCECINA - LE FOTOGRAFIE E IL VIDEO

Pubblicata la raccolta di fotografie e il video della cicloescursione (organizzata insieme agli amici del CAI Massa) a Campocecina, località montana delle Alpi Apuane settentrionali, che si trova nella provincia di Massa-Carrara. Si tratta di un'area che non ha confini e limiti ben precisi, ma orientativamente comprende la zona delimitata a sud dalla strada che unisce il Piazzale dell'Uccelliera alla Foce di Pianza, ad est dal monte Borla, a nord dalla valle de I Pozzi e ad ovest dal piazzale dell'Acquasparta.


Le fotografie sono di Alessandro Tofanelli e Simone Bartoli.


Il video è a cura di Alessandro Gamannossi.

Buona visione a tutti!

sabato 4 maggio 2019

SABATO 11 MAGGIO - CAMPOCECINA


Cicloescursione "apuana" organizzata in collaborazione con gli amici del CAI Massa. Il programma presenta alcune variazioni rispetto a quanto preventivato ad inizio anno. La partenza, infatti, avverrà da Molicciara, in provincia di La Spezia, con distanza e dislivello che salgono, rispettivamente, a 47km e 1600m. Sarà, quindi, una cicloescursione per i più allenati, non adatta ai principianti o a chi non è abituato a questi dislivelli.

Campocecina è una località montana delle Alpi Apuane settentrionali, che si trova nella provincia di Massa-Carrara. Si tratta di un'area che non ha confini e limiti ben precisi, ma orientativamente comprende la zona delimitata a sud dalla strada che unisce il Piazzale dell'Uccelliera alla Foce di Pianza, ad est dal monte Borla, a nord dalla valle de I Pozzi e ad ovest dal piazzale dell'Acquasparta. Spesso però, in senso stretto, con l'espressione Campocecina si intende la vasta piana centrale con i suoi prati ed i suoi boschi. I boschi sono costituiti prevalentemente da Faggete e da pinete a Pino Nero, quest'ultimo frutto di un'opera di rimboschimento avviata a partire dagli anni '50. 

Dalla pianura risaliremo fino ai 1200m di quota, guadagnandoci un bellissimo scorcio su Bocca di Magra. Dopo una sosta ristoratrice (pranzo al sacco) nei pressi del Rifugio CAI Carrara, imboccheremo la via del ritorno. Data la natura impervia del territorio apuano, non mancheranno, ovviamente, alcuni brevi tratti di portage. La discesa avverrà, nella prima parte, su single track abbastanza tecnici, per poi concederci un po' di riposo su mulattiere più scorrevoli.

Termine iscrizioni: giovedì 9 maggio ore 18.00 - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: BC/BC (medie capacità tecniche in salita, buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 8 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 47km circa;
  • Dislivello: +/- 1600m circa;
  • Ciclabilità salita: 98%;
  • Ciclabilità discesa: 98%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: presso Centro Sociale Colombiera, Molicciara (SP);
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Rossano Fabbiani;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it
Leggi anche il Regolamento cicloescursioni.

mercoledì 24 aprile 2019

DUE GIORNI SULLA VIA DEGLI DEI

Era da tempo che avevamo in mente di percorrere questa Via in MTB, divenuta così famosa negli ultimi anni. Data una serie di circostanze, abbiamo deciso di intraprendere questa traversata tra Bologna e Firenze durante le ultime festività pasquali. Non senza difficoltà, visto che non è stato semplice trovare un posto per dormire lungo il percorso. In questo lungo ponte pasquale, infatti, moltissimi escursionisti a piedi e in mountain bike, sia italiani che stranieri, hanno deciso di avventurarsi in questi luoghi dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Nata per essere percorsa a piedi in cinque tappe, può essere percorsa anche in MTB, a patto che si seguano opportune varianti. In questo modo si possono evitare i tratti non ciclabili, senza comunque snaturare l’essenza della traversata. Noi abbiamo optato per percorrerla in due giorni, facendo tappa al Passo della Futa, più o meno, quindi, a metà strada tra il capoluogo emiliano e quello toscano.

La carta escursionistica della Via degli Dei - Foto: Elìa Serafini
Ma com’è nata la Via degli Dei? E perché si chiama così? Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana. Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare. Anche nel Medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare questo tratto di Appennino. Tuttavia, al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino. La Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, ricalca prevalentemente questi antichi tracciati e, tra Monte Bastione e Monte di Fo’, passa accanto ad alcuni pregevoli basolati della strada romana, ora riscoperti. L’origine del nome è dovuto alle località attraversate come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).

La "Flaminia Militare" - Foto: Elìa Serafini
Torniamo alla nostra traversata: partenza alle 5.05 dalla Stazione FS di Lucca di sabato 20 aprile. Giunti a Bologna alle 7.25, in perfetto orario, ci dirigiamo immediatamente verso Piazza Maggiore da dove, comunemente, ha inizio la Via degli Dei. Foto di rito e si parte, incontrando fin dai primi metri, nel centro storico, altri escursionisti che seguono la nostra stessa direzione. Uscire dalla città non è stato complicato, Bologna è dotata di una buona rete di ciclabili che, in poco tempo, consentono di allontanarsi dal centro (peraltro molto tranquillo a quell’ora) e addentrarsi nella verde campagna circostante, con il Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno che segna l’uscita dalla città.

Il Parco della Chiusa - Foto: David Maffei
In un ambiente tranquillo e rilassante, abbiamo risalito il fiume Reno passando da una sponda all’altra grazie a due suggestive passerelle sospese, in particolare il ponte di Vizzano, approcciando dopo oltre quindici chilometri di pianura la lunga e discontinua salita che contraddistingue la tappa: le pendenze si rivelano subito impegnative fino a Mugnano, proseguendo poi più agevoli verso il sentiero del Monte del Frate.

Il Ponte di Vizzano sul Reno - Foto: Elìa Serafini
Dopo il primo scollinamento si scende al piccolo paese di Brento, situato proprio ai piedi della rupe di monte Adone: facciamo scorta di panini e riempiamo le borracce alla fontana pubblica. Ci si innesta ora sulla provinciale per Monzuno, affrontando un lungo tratto obbligato su asfalto, un po’ noioso a dire il vero, in parte evitato con la variante sterrata di Monterumici.

La campagna di Monzuno - Foto: Elìa Serafini
A Monzuno la salita si fa più difficile: le pendenze verso Monte Venere sono infatti piuttosto accentuate nella parte iniziale, salvo poi diminuire nel tratto finale fino ai ripetitori del Poggio Santa Croce. Il tracciato, che ora corre sempre fuori dal bosco, prosegue lungo il crinale regalando vasti panorami su tutte le vallate circostanti. Riusciamo anche a vedere le vette del Cimone e del Corno alle Scale imbiancate dalla nevicata della settimana precedente. Superato il parco eolico del Monte del Galletto, concludiamo in rapida discesa a Madonna dei Fornelli.

Parco eolico del Monte del Galletto - Foto: David Maffei
Seconda sosta al bar del paese per fare il pieno di energie e si riprende con l’ascesa del monte dei Cucchi: dopo la prima parte su asfalto il fondo diventa smosso e irregolare, con le pendenze talvolta elevate che ci obbligheranno a procedere a piedi per alcuni tratti lungo il sentiero che sale nel bosco fino alla croce di vetta.
Raggiunto il vicino Pian di Balestra si prosegue sui pendii del Monte Luario fino alla Piana degli Ossi, una zona ricca di reperti dell’epoca romana, tra cui il ciottolato dell’antica strada Flaminia e i resti di alcune vecchie fornaci. Questo luogo venne così chiamato dagli agricoltori che, da secoli, coltivando questo campo, rinvennero numerosi frammenti bianchi di pietra calcarea non totalmente combusti, scambiandoli per ossa.

Segnaletica nei pressi del Monte Luario - Foto: David Maffei
Il sentiero della Piana degli Ossi, piuttosto fangoso all’interno del bosco, proseguirebbe in ripida salita verso la vetta delle Banditacce: in gran parte non ciclabile, questo tratto della Via degli Dei lo abbiamo evitato con la panoramica discesa su Fratte e la successiva facile salita al Passo della Futa (903m s.l.m.), dove ha termine la prima tappa della nostra Via degli Dei.

Il cimitero militare tedesco al Passo della Futa - Foto: David Maffei
L’indomani ripartiamo per la seconda tappa: ci aspetta la salita al Monte Gazzaro, con le prime rampe veramente impegnative da affrontare a causa della pendenza elevata. Gli scorci che, di tanto in tanto, si aprono sulla conca di Fiorenzuola ci ripagano della fatica. Il sentiero, incastonato in un bel bosco, presenta un fondo sempre ben percorribile e, in breve, ci conduce al Passo dell’Osteria Bruciata.

Il sentiero di Monte Gazzaro - Foto: Elìa Serafini
Si prosegue ora con alcuni saliscendi fino al Monte Alto, addentrandosi in una zona dalla vegetazione folta e rigogliosa: la discesa conclusiva è dapprima divertente su single track, poi un po’ più tecnica su sentiero smosso; nel corso della discesa le carrarecce si fanno via via più larghe e scorrevoli consentendo di scendere con rapidità lungo il versante toscano dell’Appennino. Giungiamo così nelle verdi e fiorite colline del Mugello, costeggiamo l’abitato di Sant’Agata e arriviamo a San Piero a Sieve tenendoci sul crinale della collina. Ci concediamo una pausa, un panino, un caffè e si riparte.

Sentiero per Monte Linari - Foto: David Maffei
Giunti in località Tagliaferro, abbandoniamo l’asfalto, e imbocchiamo l’ultima, lunga, impegnativa salita della traversata. Costeggiamo vecchi poderi abbandonati fino alla Badia del Buonsollazzo e imbocchiamo un sentiero abbastanza impegnativo da percorrere in salita, più per la stanchezza delle nostre gambe, che non per la pendenza o il fondo smosso, diventando più piacevole negli ultimi chilometri, in vista del convento del Monte Senario. Il tracciato diventa ora più panoramico sui prati che scendono veloci a Vetta le Croci e giunti a Fiesole ci gustiamo un bel piatto di tagliatelle al pesto di ortica e ricotta salata.

Nei pressi di Vetta le Croci - Foto: Elìa Serafini
Non ci resta che arrivare in Piazza della Signoria, nel centro storico di Firenze, altra foto di rito e via verso la Stazione FS di Santa Maria Novella.

Arrivo in Piazza della Signoria - Foto: David Maffei
Si conclude così questa due giorni in mountain bike sull’Appennino Tosco-Emiliano. La Via degli Dei ci ha piacevolmente sorpresi, è un bel mix tra storia, cultura e gastronomia. Il paesaggio è sempre suggestivo, sia le colline bolognesi che il Mugello, sanno regalare degli scorci fantastici e il lungo single track che scende dal Passo dell’Osteria Bruciata, aggiunge quel giusto pepe che non fa mai male.

lunedì 18 marzo 2019

IL COMPITESE - LE FOTOGRAFIE E IL VIDEO

Pubblicata la raccolta di fotografie e il video della cicloescursione nel Compitese, area collinare posta alle pendici del Monte Pisano nel territorio del Comune di Capannori. Zona ricca di acqua pura, disseminata di piccoli borghi rurali contornati dai terrazzamenti degli oliveti e colorati, in questo periodo, dalla magnifica fioritura delle camelie presenti in ogni giardino.


Le fotografie sono di Alessandro Tofanelli e Elìa Serafini.


Il video è a cura di Alessandro Gamannossi.

Buona visione a tutti!

mercoledì 27 febbraio 2019

SABATO 9 MARZO - IL COMPITESE


Cicloescursione nell'area collinare alle pendici del Monte Pisano. Questa zona, disseminata di piccoli borghi rurali, ricca di acqua e divenuta recentemente famosa per la coltivazione delle camelie, sarà il teatro di questo particolare anello escursionistico. In chiusura costeggeremo il Lago della Gherardesca, specchio d'acqua situato nella parte più occidentale del “Padule” e interessante dal punto di vista ornitologico.

Si parte da San Leonardo in Treponzio e, dopo pochi metri di asfalto, imbocchiamo la Variante Via Francigena che conduce a Sant'Andrea di Compito. Questa piccola frazione del Comune di Capannori, negli ultimi anni, è salita alle cronache per custodire il Camellietum Compitese, nato per volontà delle comunità locali e con lo scopo di conservare la vecchie varietà di Camelie Japoniche provenienti da ville locali, toscane e italiane. Oggi, all'interno del Camellietum, sono ospitati circa 1.000 esemplari di camelie. Un'altra particolarità del paese (visibile deviando di pochi metri dal percorso) è la torre di segnalazione. Sottoposta ad un intervento di restauro nel 2007, era inserita, all'epoca della Repubblica di Lucca, in un vasto sistema di comunicazione che interessava tutto il territorio della Repubblica. Sul tetto dell'edificio è ancora presente una cesta mobile di ferro che, riempita di materiale infiammabile, veniva utilizzata per comunicare con la città di Lucca. Una leggenda locale vuole che in una gabbia di ferro infissa sopra la porta d'ingresso fossero esposte "a monito del popolo" le teste dei banditi giustiziati.
Riprendiamo a pedalare perdendo leggermente quota in direzione di Pieve di Compito, correndo veloci tra le viuzze del borgo, lungo corsi d'acqua cristallina e vecchi lavatoi di paese. Si abbandona definitivamente l'asfalto salendo su mulattiera nel bosco (a tratti con pendenze significative), in direzione della Cima Sassabodda (591m slm). Prima di giungere su questa modesta sommità, intercettiamo il sentiero che scende al piccolo paese di Ruota, posto a 400m slm alle pendici del Monte Serra. Il suo territorio, del tutto montuoso, ha le pendici più basse ricoperte di magnifici oliveti terrazzati che, in alto, cedono alle folte pinete ed alle vecchie selve di castagni. Sparsi ovunque negli oliveti restano modesti rustici adibiti un tempo a stallaggio delle pecore ed a ricovero delle persone e degli attrezzi nel periodo dei lavori agricoli. Altri rustici in rovina si incontrano pure nelle selve di castagni e sono i caratteristici metati usati un tempo per l’essiccazione delle castagne. Superato il paese di Ruota riprendiamo a guadagnare quota su un'antica mulattiera ancora ben conservata, con le antenne del Serra che svettano a poca distanza tra le fronde dei castagni. Al termine di questa salita, nei pressi del Colle del Prato di Calci, raggiungiamo i 740m slm, ovvero il punto più alto di questa cicloescursione. Iniziamo a scendere, dapprima su ampia forestale, poi, attraversato l'antico Podere Piambello, imbocchiamo uno stretto e tortuoso sentiero nel bosco che corre lungo il confine tra i comuni di Capannori e di Buti. Al termine dello stesso ci ritroviamo tra gli arditi terrazzamenti di Colle di Compito e, dopo aver affrontato l'ultima vera salita, giungiamo nei pressi del borgo di Castelvecchio di Compito. Da qui, possiamo osservare l'estesa area dell'Oasi del Bottaccio - un’area naturalistica di 20 ettari in cui si sono conservati il bosco e la zona umida a testimonianza di quello che era un tempo il paesaggio delle pianure interne della Toscana - e il già citato Lago della Gherardesca. Il nostro tour terminerà, dunque, con un'ultima rilassante pedalata lungo le rive di questo specchio d'acqua.

Termine iscrizioni: giovedì 7 marzo ore 18.00 (max 25 partecipanti) - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: MC/BC (medie capacità tecniche in salita, buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 6 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 35km circa;
  • Dislivello: +/- 1100m circa;
  • Ciclabilità salita: 100%;
  • Ciclabilità discesa: 100%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: San Leonardo in Treponzio (LU);
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Marco Pecchia;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it
Leggi anche il Regolamento cicloescursioni.

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martedì 26 febbraio 2019

I SENTIERI DI CAMAIORE - LE FOTOGRAFIE E I VIDEO

Pubblicate le fotografie e il video di questa bella cicloescursione lungo i sentieri che corrono sui crinali dei colli e sui versanti delle Apuane attorno a Camaiore. Ambiente quanto mai vario, si passa, infatti, dagli oliveti coltivati sui ripidi terrazzamenti, ai boschi di latifoglie delle quote più elevate, passando per piccoli e caratteristici borghi lungo la "Traversata delle frazioni camaioresi". Il tutto con il mare a fare (quasi) sempre da sfondo.



Le foto sono di Simone Bartoli, Alessandro Tofanelli e Enrico Villani.



Questo video è stato realizzato da Alessandro Gamannossi,


mentre quest'altro è ad opera di Enrico Villani.

Buona visione a tutti!

giovedì 14 febbraio 2019

SABATO 23 FEBBRAIO [nuova data] - I SENTIERI DI CAMAIORE


La cicloescursione sui sentieri di Camaiore, in programma sabato 9 febbraio è stata posticipata a sabato 23 febbraio. Alcuni sentieri, interessati da questa escursione, hanno problemi di percorribilità a causa di alberi caduti e piccole frane (probabilmente dovuti alle abbondanti piogge di inizio febbraio), rendendo necessari nuovi sopralluoghi. 

Camaiore, dal latino Campus maior, è un Comune che presenta un territorio molto variegato. Si va, infatti, dalla spiaggia di Lido di Camaiore alle vette di alcune Apuane meridionali, come il Prana e il Gabberi, passando per colline più o meno elevate. Data questa varietà di ambienti, la zona si presta molto bene ad attività outdoor di ogni tipo, compreso il cicloescursionismo. Partendo dal centro del capoluogo, si sale su asfalto il rilievo collinare posto a sud dell'ampia vallata solcata dal torrente Lucese, giungendo al borgo di Pedona e poi a Bastianella. Il fondo in asfalto agevola la pedalata, ma alcuni brevi strappi dalla pendenza non proprio contenuta, sono il rovescio della medaglia per un panorama che spazia dalla sottostante conca di Camaiore fino all'Isola Palmaria, di fronte Portovenere. Il tour prosegue sul crinale del colle che domina la pianura viareggina e la costa, dapprima su mulattiera, poi su un breve e stretto sentiero, arrivando nei pressi di Corsanico. Si percorre un breve tratto della panoramica, quando, poco dopo aver superato le case più alte di Bargecchia, si imbocca un sentiero all'interno del bosco che conduce direttamente a Montemagno, frazione camaiorese posta sulla sella che divide la Valfreddana dalla conca di Camaiore. Inizia, qui, una salita abbastanza impegnativa, soprattutto nella parte finale, quando al termine dell'asfalto si presenta una rampa, prima in cemento, poi sterrata, dalla pendenza non indifferente. Al termine di quest'ultima, una piacevole carrareccia nel bosco conduce all'abitato di Gombitelli. Dopo il nucleo di case, ci attende nuovamente l'asfalto, su piacevole salita dalla pendenza contenuta, per giungere a Passo Lucese (558m slm), all'interno del Parco delle Alpi Apuane. Ora ha inizio un bel sentiero che, perdendo gradualmente quota, su fondo mai troppo impegnativo, sul versante sud del Monte Prana, conduce nuovamente nella conca di Camaiore, attraversando, nella parte più bassa, caratteristici borghi come Torcigliano, Buchignano e Salapreti.


Lungo il percorso, fin dalla partenza, è possibile fare rifornimento di acqua.

Termine iscrizioni: giovedì 21 febbraio ore 18.00 (max 25 partecipanti) - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: MC/BC (medie capacità tecniche in salita, buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 6 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 30km circa;
  • Dislivello: +/- 1000m circa;
  • Ciclabilità salita: 99%;
  • Ciclabilità discesa: 99%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: Camaiore (LU), presso parcheggio del cimitero;
  • Direttore: Elìa Serafini;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it