domenica 14 luglio 2019

SABATO 27 LUGLIO - LE SORGENTI DEL SECCHIA


Partendo da Collagna, bel borgo caratteristico dell’alto Appennino Reggiano, guadagneremo quota passando da Valbona in direzione del Passo della Scalucchia. Ci dirigeremo poi verso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra i gruppi montuosi dell’Alpe di Succiso e il Casarola, dove percorrendo una bella forestale, che a tratti diventa single track, attraverseremo diversi facili guadi.  Con breve tratto finale a mano (circa mezz'ora) arriveremo nei verdi prati delle Sorgenti del Secchia, poste a circa 1500m di altitudine circondate dall’anfiteatro naturale del Monte Alto e del Casarola. Ci attenderà un maestoso panorama. Rientrati sulla forestale raggiungeremo il Passo del Cerreto per poi portarci sul versante toscano giungendo così a Cerreto Laghi. Da qui, passando i numerosi caratteristici laghi, inizieremo la discesa costeggiando il Rio Riarbero fino al Secchia prima di ritornare a Collagna.
Si consiglia di essere dotati di uno spray insetto-repellente

Termine iscrizioni: giovedì 25 luglio ore 18.00 - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: MC/MC (BC) (medie capacità tecniche sia in salita che in discesa, buone capacità a tratti);
  • Tempo di percorrenza: 6 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 32km circa;
  • Dislivello: +/- 1000m circa;
  • Ciclabilità salita: 95%;
  • Ciclabilità discesa: 99%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: Collagna (RE), presso parcheggio del paese;
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Giuseppe Cavazzoni;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it

Luogo di ritrovo


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martedì 2 luglio 2019

MONTE ANTOLA - LE FOTOGRAFIE

Pubblicate le fotografie della bella cicloescursione di giugno, svoltasi nell'entroterra genovese. 


Le fotografie sono di Simone Bartoli.

Buona visione a tutti!

domenica 30 giugno 2019

SABATO 13 LUGLIO - MONTE PRADO, SUL TETTO DELLA TOSCANA


Spettacolare traversata appenninica che ci porterà a toccare la vetta della nostra Regione, il Monte Prado, che con i suoi 2054m slm è il pù alto della Toscana. Percorreremo l'intero crinale che dal Passo della Focerella ci porterà alla conquista di tre vette, ovvero il Monte Castellino, il già citato Monte Prado ed infine il Monte Forbici. Due tratti di “portage” di circa un’ora saranno ripagati da una discesa panoramica e mai pericolosa, la quale, comunque, richiede sempre la massima attenzione. Ritornati al Passo delle Forbici rientreremo per forestale al Casone di Profecchia.


Cicloescursione non adatta alle e-bike!

Termine iscrizioni: giovedì 11 luglio ore 18.00 (max 20 partecipanti) - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: BC/BC (buone capacità tecniche sia in salita che in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 6 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 30km circa;
  • Dislivello: +/- 1200m circa;
  • Ciclabilità salita: 95%;
  • Ciclabilità discesa: 99%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: Casone di Profecchia (LU);
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Simone Bartoli;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it


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domenica 26 maggio 2019

SABATO 8 GIUGNO - MONTE ANTOLA


A circa due ore di auto da Lucca si nasconde il Parco Regionale del Monte Antola. Affronteremo una splendida traversata appenninica che toccherà alcuni dei luoghi più suggestivi e panoramici dell'entroterra genovese. Il percorso si svolge all'interno del Parco, perfettamente integrato con l'Antola Bike Area. Il nome Antola deriva dalla parola greca “anthos” che significa fiore, infatti sui suoi verdi prati, a primavera, sbocciano numerose varietà di infiorescenze. 

Partenza da Torriglia, in provincia di Genova. Ci inerpicheremo per la Via del Sale, ripercorremmo quindi parte del tratto storicamente utilizzato dai mercanti, un sentiero antico di secoli che da Varzi va a Portofino. Passato il paese di Garaventa, ci dirigeremo verso le sponde del lago del Brugneto. Giungeremo al bar/ristorante "Casa del Romano", dove potremmo fare una breve sosta per rifocillarci. Oltrepasseremo i monti Pio di Brigneto e il Monte le Tre Croci e, con un breve tratto a spinta, raggiungeremo la croce del Monte Antola. Scenderemo, quindi, sempre passando dalla Via del Sale (chiamata anche Via del Mare dai liguri) alla chiesetta del Monte Antola, presso l'ex Rifugio Musante; l'mpio tracciato a sinistra, sul crinale, ci porterà al nuovo ed accogliente Rifugio Parco Antola. Una lunga e divertente discesa ci riporterà a Torriglia passando per il Monte Duso e il Monte Prelà.

Termine iscrizioni: giovedì 6 giugno ore 18.00 ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: BC/BC (medie capacità tecniche in salita, buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 8 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 37km circa;
  • Dislivello: +/- 1600m circa;
  • Ciclabilità salita: 98%;
  • Ciclabilità discesa: 99%;
  • Orari: ritrovo ore 9.00 - partenza ore 9.30 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: presso Rifugio e Centro Equestre "Mulino del Lupo", Torriglia (GE);
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Andrea Simi;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it


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sabato 18 maggio 2019

CAMPOCECINA - LE FOTOGRAFIE E IL VIDEO

Pubblicata la raccolta di fotografie e il video della cicloescursione (organizzata insieme agli amici del CAI Massa) a Campocecina, località montana delle Alpi Apuane settentrionali, che si trova nella provincia di Massa-Carrara. Si tratta di un'area che non ha confini e limiti ben precisi, ma orientativamente comprende la zona delimitata a sud dalla strada che unisce il Piazzale dell'Uccelliera alla Foce di Pianza, ad est dal monte Borla, a nord dalla valle de I Pozzi e ad ovest dal piazzale dell'Acquasparta.


Le fotografie sono di Alessandro Tofanelli e Simone Bartoli.


Il video è a cura di Alessandro Gamannossi.

Buona visione a tutti!

sabato 4 maggio 2019

SABATO 11 MAGGIO - CAMPOCECINA


Cicloescursione "apuana" organizzata in collaborazione con gli amici del CAI Massa. Il programma presenta alcune variazioni rispetto a quanto preventivato ad inizio anno. La partenza, infatti, avverrà da Molicciara, in provincia di La Spezia, con distanza e dislivello che salgono, rispettivamente, a 47km e 1600m. Sarà, quindi, una cicloescursione per i più allenati, non adatta ai principianti o a chi non è abituato a questi dislivelli.

Campocecina è una località montana delle Alpi Apuane settentrionali, che si trova nella provincia di Massa-Carrara. Si tratta di un'area che non ha confini e limiti ben precisi, ma orientativamente comprende la zona delimitata a sud dalla strada che unisce il Piazzale dell'Uccelliera alla Foce di Pianza, ad est dal monte Borla, a nord dalla valle de I Pozzi e ad ovest dal piazzale dell'Acquasparta. Spesso però, in senso stretto, con l'espressione Campocecina si intende la vasta piana centrale con i suoi prati ed i suoi boschi. I boschi sono costituiti prevalentemente da Faggete e da pinete a Pino Nero, quest'ultimo frutto di un'opera di rimboschimento avviata a partire dagli anni '50. 

Dalla pianura risaliremo fino ai 1200m di quota, guadagnandoci un bellissimo scorcio su Bocca di Magra. Dopo una sosta ristoratrice (pranzo al sacco) nei pressi del Rifugio CAI Carrara, imboccheremo la via del ritorno. Data la natura impervia del territorio apuano, non mancheranno, ovviamente, alcuni brevi tratti di portage. La discesa avverrà, nella prima parte, su single track abbastanza tecnici, per poi concederci un po' di riposo su mulattiere più scorrevoli.

Termine iscrizioni: giovedì 9 maggio ore 18.00 - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: BC/BC (medie capacità tecniche in salita, buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 8 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 47km circa;
  • Dislivello: +/- 1600m circa;
  • Ciclabilità salita: 98%;
  • Ciclabilità discesa: 98%;
  • Orari: ritrovo ore 8.30 - partenza ore 9.00 (tassativa la puntualità);
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Ritrovo: presso Centro Sociale Colombiera, Molicciara (SP);
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Rossano Fabbiani;
  • Info: Elìa Serafini - mtb@cailucca.it
Leggi anche il Regolamento cicloescursioni.

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mercoledì 24 aprile 2019

DUE GIORNI SULLA VIA DEGLI DEI

Era da tempo che avevamo in mente di percorrere questa Via in MTB, divenuta così famosa negli ultimi anni. Data una serie di circostanze, abbiamo deciso di intraprendere questa traversata tra Bologna e Firenze durante le ultime festività pasquali. Non senza difficoltà, visto che non è stato semplice trovare un posto per dormire lungo il percorso. In questo lungo ponte pasquale, infatti, moltissimi escursionisti a piedi e in mountain bike, sia italiani che stranieri, hanno deciso di avventurarsi in questi luoghi dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Nata per essere percorsa a piedi in cinque tappe, può essere percorsa anche in MTB, a patto che si seguano opportune varianti. In questo modo si possono evitare i tratti non ciclabili, senza comunque snaturare l’essenza della traversata. Noi abbiamo optato per percorrerla in due giorni, facendo tappa al Passo della Futa, più o meno, quindi, a metà strada tra il capoluogo emiliano e quello toscano.

La carta escursionistica della Via degli Dei - Foto: Elìa Serafini
Ma com’è nata la Via degli Dei? E perché si chiama così? Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana. Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare. Anche nel Medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare questo tratto di Appennino. Tuttavia, al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino. La Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, ricalca prevalentemente questi antichi tracciati e, tra Monte Bastione e Monte di Fo’, passa accanto ad alcuni pregevoli basolati della strada romana, ora riscoperti. L’origine del nome è dovuto alle località attraversate come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).

La "Flaminia Militare" - Foto: Elìa Serafini
Torniamo alla nostra traversata: partenza alle 5.05 dalla Stazione FS di Lucca di sabato 20 aprile. Giunti a Bologna alle 7.25, in perfetto orario, ci dirigiamo immediatamente verso Piazza Maggiore da dove, comunemente, ha inizio la Via degli Dei. Foto di rito e si parte, incontrando fin dai primi metri, nel centro storico, altri escursionisti che seguono la nostra stessa direzione. Uscire dalla città non è stato complicato, Bologna è dotata di una buona rete di ciclabili che, in poco tempo, consentono di allontanarsi dal centro (peraltro molto tranquillo a quell’ora) e addentrarsi nella verde campagna circostante, con il Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno che segna l’uscita dalla città.

Il Parco della Chiusa - Foto: David Maffei
In un ambiente tranquillo e rilassante, abbiamo risalito il fiume Reno passando da una sponda all’altra grazie a due suggestive passerelle sospese, in particolare il ponte di Vizzano, approcciando dopo oltre quindici chilometri di pianura la lunga e discontinua salita che contraddistingue la tappa: le pendenze si rivelano subito impegnative fino a Mugnano, proseguendo poi più agevoli verso il sentiero del Monte del Frate.

Il Ponte di Vizzano sul Reno - Foto: Elìa Serafini
Dopo il primo scollinamento si scende al piccolo paese di Brento, situato proprio ai piedi della rupe di monte Adone: facciamo scorta di panini e riempiamo le borracce alla fontana pubblica. Ci si innesta ora sulla provinciale per Monzuno, affrontando un lungo tratto obbligato su asfalto, un po’ noioso a dire il vero, in parte evitato con la variante sterrata di Monterumici.

La campagna di Monzuno - Foto: Elìa Serafini
A Monzuno la salita si fa più difficile: le pendenze verso Monte Venere sono infatti piuttosto accentuate nella parte iniziale, salvo poi diminuire nel tratto finale fino ai ripetitori del Poggio Santa Croce. Il tracciato, che ora corre sempre fuori dal bosco, prosegue lungo il crinale regalando vasti panorami su tutte le vallate circostanti. Riusciamo anche a vedere le vette del Cimone e del Corno alle Scale imbiancate dalla nevicata della settimana precedente. Superato il parco eolico del Monte del Galletto, concludiamo in rapida discesa a Madonna dei Fornelli.

Parco eolico del Monte del Galletto - Foto: David Maffei
Seconda sosta al bar del paese per fare il pieno di energie e si riprende con l’ascesa del monte dei Cucchi: dopo la prima parte su asfalto il fondo diventa smosso e irregolare, con le pendenze talvolta elevate che ci obbligheranno a procedere a piedi per alcuni tratti lungo il sentiero che sale nel bosco fino alla croce di vetta.
Raggiunto il vicino Pian di Balestra si prosegue sui pendii del Monte Luario fino alla Piana degli Ossi, una zona ricca di reperti dell’epoca romana, tra cui il ciottolato dell’antica strada Flaminia e i resti di alcune vecchie fornaci. Questo luogo venne così chiamato dagli agricoltori che, da secoli, coltivando questo campo, rinvennero numerosi frammenti bianchi di pietra calcarea non totalmente combusti, scambiandoli per ossa.

Segnaletica nei pressi del Monte Luario - Foto: David Maffei
Il sentiero della Piana degli Ossi, piuttosto fangoso all’interno del bosco, proseguirebbe in ripida salita verso la vetta delle Banditacce: in gran parte non ciclabile, questo tratto della Via degli Dei lo abbiamo evitato con la panoramica discesa su Fratte e la successiva facile salita al Passo della Futa (903m s.l.m.), dove ha termine la prima tappa della nostra Via degli Dei.

Il cimitero militare tedesco al Passo della Futa - Foto: David Maffei
L’indomani ripartiamo per la seconda tappa: ci aspetta la salita al Monte Gazzaro, con le prime rampe veramente impegnative da affrontare a causa della pendenza elevata. Gli scorci che, di tanto in tanto, si aprono sulla conca di Fiorenzuola ci ripagano della fatica. Il sentiero, incastonato in un bel bosco, presenta un fondo sempre ben percorribile e, in breve, ci conduce al Passo dell’Osteria Bruciata.

Il sentiero di Monte Gazzaro - Foto: Elìa Serafini
Si prosegue ora con alcuni saliscendi fino al Monte Alto, addentrandosi in una zona dalla vegetazione folta e rigogliosa: la discesa conclusiva è dapprima divertente su single track, poi un po’ più tecnica su sentiero smosso; nel corso della discesa le carrarecce si fanno via via più larghe e scorrevoli consentendo di scendere con rapidità lungo il versante toscano dell’Appennino. Giungiamo così nelle verdi e fiorite colline del Mugello, costeggiamo l’abitato di Sant’Agata e arriviamo a San Piero a Sieve tenendoci sul crinale della collina. Ci concediamo una pausa, un panino, un caffè e si riparte.

Sentiero per Monte Linari - Foto: David Maffei
Giunti in località Tagliaferro, abbandoniamo l’asfalto, e imbocchiamo l’ultima, lunga, impegnativa salita della traversata. Costeggiamo vecchi poderi abbandonati fino alla Badia del Buonsollazzo e imbocchiamo un sentiero abbastanza impegnativo da percorrere in salita, più per la stanchezza delle nostre gambe, che non per la pendenza o il fondo smosso, diventando più piacevole negli ultimi chilometri, in vista del convento del Monte Senario. Il tracciato diventa ora più panoramico sui prati che scendono veloci a Vetta le Croci e giunti a Fiesole ci gustiamo un bel piatto di tagliatelle al pesto di ortica e ricotta salata.

Nei pressi di Vetta le Croci - Foto: Elìa Serafini
Non ci resta che arrivare in Piazza della Signoria, nel centro storico di Firenze, altra foto di rito e via verso la Stazione FS di Santa Maria Novella.

Arrivo in Piazza della Signoria - Foto: David Maffei
Si conclude così questa due giorni in mountain bike sull’Appennino Tosco-Emiliano. La Via degli Dei ci ha piacevolmente sorpresi, è un bel mix tra storia, cultura e gastronomia. Il paesaggio è sempre suggestivo, sia le colline bolognesi che il Mugello, sanno regalare degli scorci fantastici e il lungo single track che scende dal Passo dell’Osteria Bruciata, aggiunge quel giusto pepe che non fa mai male.