giovedì 10 aprile 2025
MARTEDÌ 15 APRILE - L'ALIMENTAZIONE NEGLI SPORT DI MONTAGNA
giovedì 27 marzo 2025
DOMENICA 6 APRILE - PADULE DI FUCECCHIO
- Difficoltà: TC/TC - vedi scale di difficoltà;
- Tempo di percorrenza: 5 ore circa (comprensive delle soste);
- Lunghezza: 45km circa;
- Dislivello: +/-200m circa;
- Ciclabilità salita: 100%;
- Ciclabilità discesa: 100%;
- Orari: ritrovo ore 8.45 - partenza ore 9.00;
- Trasporto: mezzi propri;
- Ritrovo: Piazza V. Emanuele, Altopascio (LU);
- Pranzo: al sacco;
- Costo: partecipazione gratuita - assicurazione NON Soci 12,95€;
- Direttori: Emanuela Balbi, Marco Pecchia (CAI Lucca);
- Info: mtbcailucca@gmail.com
lunedì 27 gennaio 2025
SABATO 15 FEBBRAIO [nuova data] - PARCO FLUVIALE E LAGO DI MASSACIUCCOLI
STAGE DI AVVICINAMENTO AL CICLOESCURSIONISMO | CICLABILE NATURA: alla scoperta della biodiversità del Serchio e del lago di Massacioccoli. Unisciti a noi per una giornata all'insegna della natura, della storia e dello sport in bici! Il Club Alpino Italiano, in attività intersezionale tra le Sezioni di Lucca e Sesto Fiorentino e in collaborazione con Firenze e Scandicci, ti invita a scoprire un angolo incantevole della nostra terra pedalando attraverso la meravigliosa campagna lucchese e il suo ricco patrimonio naturalistico. Questa cicloescursione facile e accessibile, con un percorso ad anello di 42 chilometri e un dislivello positivo di soli 200 metri, è l'ideale per chiunque abbia voglia di mettersi in sella alla propria mountain-bike o gravel-bike e immergersi in un'esperienza unica. Con una varietà di ciclovie, strade sterrate e secondarie carrabili, il percorso è adatto a tutti, dai principianti agli appassionati di ciclismo.
- Difficoltà: TC/TC - vedi scale di difficoltà;
- Tempo di percorrenza: 5 ore circa (comprensive delle soste);
- Lunghezza: 42km circa;
- Dislivello: +/-200m circa;
- Ciclabilità salita: 100%;
- Ciclabilità discesa: 100%;
- Orari: ritrovo ore 9.00 - partenza ore 9.15;
- Trasporto: mezzi propri;
- Ritrovo: parcheggio in Via delle Tagliate, S. Marco (LU);
- Costo: Soci 2,00€ - NON Soci 15,00€ (la quota comprende contributo spese gestionali e assicurazione per NON Soci);
- Direttore: Marco Pecchia;
- Info: mtbcailucca@gmail.com
Traccia GPS
mercoledì 14 giugno 2023
REPORT DELLO SHANGHAI EXPRESS
Con questo breve report vogliamo raccontare l'esperienza del Gruppo MTB CAI Lucca sui sentieri dell'Appennino Pratese, percorsi durante lo "Shanghai Express" del 27 maggio scorso. Il bizzarro nome dato a questa cicloescursione è dovuto al fatto che, per raggiungere comodamente il luogo di partenza, è stato deciso di prendere il treno Prato - Bologna. Questa tratta, in un passato non troppo lontano, è stata percorsa dai tanti pendolari cinesi che andavano a lavorare in Emilia, motivo per cui è stata ribattezzata, appunto, "Shanghai Express".
Ma veniamo alla cicloescursione, con le sue bellezze e le sue particolarità. La logistica prevedeva di lasciare le auto a Montale (PT), prendere il treno alla locale stazione, cambiare a Prato Centrale per poi, infine, scendere a Vernio (PO), il comune più settentrionale della provincia Pratese e con il territorio attraversato dallo spartiacque appenninico.
![]() |
| Il viaggio in treno |
Giunti, quindi, al termine del nostro viaggio in treno, e dopo una buona colazione in piazza, la partenza si è fatta subito in salita (su tranquilla asfaltata) in direzione del paese di Cavarzano, superato il quale, l'asfalto cede spazio ad un agevole sterrato, sempre carrozzabile, fino al Passo dell'Alpe di Cavarzano, posto a 1012 metri di quota. Da questo punto ha inizio la traversata appenninica vera propria. Da qui passa, infatti, il sentiero CAI 00, coincidente tra l'altro con la GEA (Grande Escursione Appenninica) e con il Sentiero Europeo E1 (che collega Capo Nord in Norvegia a Capo Passero in Sicilia), rimarcando una volta di più l'importanza (a livello escursionistico) di questo tratto di Appennino Tosco-Emiliano come via di comunicazione tra il nord e sud, non solo d'Italia ma anche d'Europa. Ovviamente su tutto questo tratto di sentiero è permesso transitare in mountain-bike, come indica la segnaletica presente.
![]() |
| Inizio del sentiero CAI 00 all'Alpe di Cavarzano |
![]() |
| Passo del Tabernacolo |
All’altezza del Monte delle Lamacce (1180m) e fino al Monte delle Scalette, esiste la possibilità di evitare il tratto di sentiero di crinale, utilizzando una comoda forestale che corre sul versante emiliano della montagna. Noi abbiamo preferito proseguire sul sentiero di crinale, seguendo sempre i segnavia bianco rossi del sentiero CAI 00: bellissimo, particolare, ciclabile a tratti, ma è doveroso segnalare che ad un certo punto c’è un brevissimo tratto in contropendenza su brecciolino, su sentiero stretto e “semifranato”, da fare rigorosamente con la bici a mano e con molta attenzione (durante il giro era comunque ben fattibile, in futuro non è detto). Per chi è abituato al cicloalpinismo, all’esposizione, ai tratti di frana, questa variante è irrinunciabile e fantastica per la particolarità dell’ambiente attraversato e non particolarmente difficile, ma per tutti gli altri, che magari temono le vertigini o hanno pesanti e-bike, meglio che seguano la suddetta forestale. In questo tratto si apre uno dei rari scorci panoramici sulla sottostante vallata del torrente Carigiola, affluente di sinistra del più noto Bisenzio (va ricordato che questo tour si sviluppa prevalentemente a quote di poco superiori ai 1000 metri e che, quindi, il bosco di faggio la fa da padrone). Dopo il Monte delle Scalette inizia il tratto di crinale vero e proprio, coi suoi passaggi tecnici naturali in ambiente e che richiedono da buone a ottime capacità tecniche, in particolare fino al Passo del Tabernacolo.
![]() |
| Tratti di crinale fuori dal bosco |
Continuando così per alcuni chilometri, alternando lunghe pedalate a tratti in cui è necessario scendere di bici per superare l’ostacolo di turno, si arriva il Rifugio L. Pacini di proprietà della Sezione di Prato del CAI. Il Rifugio, posto in una radura al limitare della faggeta, si trova in una bella posizione panoramica sulla Valle della Limentra e offre agli avventori ottimi piatti, ragion per cui consigliamo una sosta in questo luogo. Nei pressi del rifugio si trovano due fonti di acqua, altro valido motivo per fermarsi e fare rifornimento in vista dell’ultima parte del tour.
![]() |
| L'arrivo al Rifugio L. Pacini CAI Prato |
![]() |
| Meritata sosta al Rifugio |
Si riparte in direzione della Foce della Cerbiancana e poi del Passo degli Acquiputoli (996m), dal quale, in pochi minuti e seguendo i segnavia CAI 00, arriviamo alla Cascina di Spedaletto, altro ameno luogo in cui è possibile rifocillarsi. La nostra “variante” di Shanghai Express, prevedeva di abbandonare il faticoso crinale che proseguirebbe in direzione di Prato, per scendere a Montale (dove peraltro avevamo le auto) percorrendo i sentieri denominati “Cannicciaie” (BC) e “Budello”(OC), con passaggi tecnici e goduriosi in rapida successione.
![]() |
| L'arrivo a Cascina di Spedaletto |
In conclusione si tratta di una traversata appenninica (seppur a quote modeste) di circa 45km per 1700m di dislivello positivo e 2000m di dislivello negativo. Si tratta comunque di un percorso faticoso e non semplice, occorre essere discretamente allenati ed avere una buona tecnica di conduzione per poterlo godere appieno. Molto completo sotto tutti gli aspetti, da quelli storici a quelli naturalistici a quelli gastronomici e dal “sapore” tipicamente all mountain… in questo percorso c’è davvero di tutto e per tutti i palati!
![]() |
| Foto di gruppo a Cascina di Spedaletto |
martedì 29 novembre 2022
GIRO DEL MATANNA, DEL NONA E SALITA ALLA VETTA DEL PIGLIONE
Breve report di un giro apuano, di quelli con la "A" maiuscola, di quelli che ricorderai per un bel po' di tempo. Si tratta di una cicloescursione che abbiamo provato la prima volta nel novembre del 2020, promettendoci di ripeterlo per migliorarlo in alcuni punti, in particolar modo nel tratto compreso tra la fonte di Moscoso e il rifugio CAI Forte dei Marmi. L'idea era di renderlo più ciclabile anche in questo tratto. E per carità, parliamo sempre di sentieri apuani, qui i miracoli non si fanno, ci sarà sempre un po' di sano spintage/portage.
Come tradizione vuole, questo giro va fatto a novembre, per godere al meglio della luce autunnale, con il sole mai troppo alto sull'orizzonte che disegna lunghe ombre sui crinali, sui rilievi e tra le valli, donando quel senso di profondità difficilmente percettibile in altri periodi dell'anno. Se poi avete la fortuna di beccare (o la voglia di aspettare) la giornata metereologicamente perfetta, con poca foschia, probabilmente vi regalerete il giro dell'anno sulle Alpi Apuane. Noi abbiamo avuto la fortuna di beccarla la giornata ideale; si potevano osservare le vette del crinale appenninico imbiancate dalla prima neve della stagione, per poi voltarsi dall'altra parte e vedere il mare, le isole, i golfi e i monti tingersi di arancione nel pomeriggio. Sì, perché questo giro lo inizi la mattina e lo finisci poco prima che il sole tramonti.
Partenza, dunque, da Trebbio alle 8 in punto del mattino, per risalire la lunga - ma piacevole - asfaltata che, passando da Pescaglia, porta fino a Foce di Sella. Continuiamo a salire su asfalto, ancora per pochissimi chilometri, fino a raggiungere località Groppa. Ora ha inizio il bello: si lascia definitivamente l'asfalto e si imbocca subito il sentiero CAI 103, il quale traversa tutto il versante nord del monte Piglione, che tra l'altro, sarà la vetta che raggiungeremo nel pomeriggio. Si pedala abbastanza bene questo sentiero, soprattutto nella seconda parte, e regala anche tratti appaganti con vista sul Matanna e il gruppo delle Panie.
Raggiunta la Foce del Termine (o del Crocione), si prende la bici in spalla e si sale fino alla Foce del Pallone. Il particolare toponimo di questo luogo, deriva dal fatto che era la "stazione di arrivo" del pallone aerostatico frenato, che da Grotta all'Onda giungeva fin qui, nei pressi dell'albergo Alto Matanna. Una sorta di antenato, dunque, delle più moderne funivie. Anche noi, rimontati in sella, ci avviamo verso il suddetto albergo, che funge anche da bar/ristorante e piccolo spaccio di prodotti tipici. Dopo un buon caffè, è l'ora di avviarci verso Palagnana, percorrendo il divertente sentiero CAI 3. Solo il tratto iniziale, rovinato dalle forti piogge, non è ciclabile, ma dopo diventa veramente interessante percorrerlo in mountain-bike.
In pochi minuti ci ritroviamo tra le case più a monte di Palagnana, quindi usciamo dal piccolo borgo per iniziare nuovamente a salire, stavolta su sentiero CAI 8, in direzione della Foce delle Porchette. Anche questo toponimo ha un significato ben preciso: "porchette" deriva da "porca" e, quindi, da aiuola o terrazzamento. Questa zona era caratterizzata dalla presenza di terrazzamenti, strappati a fatica dai fianchi della montagna, per consentire agli uomini di un tempo, che abitavano questi luoghi, di poter coltivare un po' di patate e cereali.
Dopo aver mangiato qualcosa, ripartiamo dalla foce, sempre su sentiero CAI 8, in discesa e in direzione della fonte di Moscoso. Questo tratto di sentiero si presenta abbastanza tortuoso e tecnico, con fondo sconnesso e irregolare.
Giunti nei pressi della fonte percorriamo un breve tratto di sentiero CAI 121. Dopo poche decine di metri lo abbandoniamo in favore del sentiero CAI 6 che, costeggiando i versanti nord del monte Procinto, del Torrione Bacci e della Bimba del Procinto, conduce al Colle del Prato e da qui, su sentiero CAI 5A, arriviamo al rifugio CAI Forte dei Marmi. Questa scelta si è rivelata più pedalabile e divertente rispetto a quella fatta un paio di anni fa, quando decidemmo di passare dalla Baita degli Scoiattoli.
Al rifugio CAI Forte dei Marmi sono d'obbligo una fetta di torta di farina di castagne e miele e qualche chiacchiera con gli altri escursionisti avventori. Dopo aver fatto rifornimento di acqua ripartiamo in direzione della Foce di Grattaculo. In un continuo "mangia&bevi", lunghi tratti pedalati si alternano a piccole interruzioni in cui è necessario scendere dalla bici e spingerla per superare l'ostacolo di turno. Giunti alla foce intercettiamo il sentiero che ci porterà nuovamente alla Foce del Pallone. Anche qui vale il discorso precedente: lunghi tratti in cui si può pedalare e alcuni passaggi in cui si è obbligati a ricorrere al portage.
Qui termina l'anello attorno ai monti Matanna e Nona. Ora non ci resta che salire in vetta al Piglione. Dalla foce si scende per lo scassato sentiero diretto al Termine, dove siamo già passati in mattinata. Dopodiché ci attende nuovamente il portage per alcuni metri di dislivello, tornando a pedalare fino all'inizio della salita del monte Piglione. Ancora portage fino al primo scollinamento, poi si riesce a pedalare abbastanza bene per un bel tratto, mentre la parte finale per arrivare sul crinale andrà fatta con la bici in spalla.

- Difficoltà: BC/BC+(OC) - vedi scale di difficoltà
- Distanza: 39km circa
- Dislivello: +/- 2000m circa
- Ciclabilità salita: 95%
- Ciclabilità discesa: 98%
La traccia gpx può essere scaricata da qua:
giovedì 26 dicembre 2019
PROGRAMMA 2020
domenica 10 febbraio 2019
SERATA SUI FONDAMENTALI DEL CICLOESCURSIONISMO
![]() |
| Un momento della serata - Foto: Elìa Serafini |
martedì 29 gennaio 2019
MERCOLEDÌ 6 FEBBRAIO - I FONDAMENTALI DEL CICLOESCURSIONISMO
- definizione di cicloescursionismo;
- il fine e il mezzo;
- lo spirito del cicloescursionismo;
- compatibilità ambientale;
- effetti sul suolo.
- Luogo: Sala Cortopassi, presso sede in Via dei Bichi 18, Lucca
- Orario: inizio ore 21.00
- Relatore: AE-C Stefano Landeschi
- Info: mtb@cailucca.it
































